Operazione Trasparenza

Le delibere e i Regolamenti del Comune di Aiello Calabro nella pagina sulla trasparenza di AdP. Stiamo digitalizzando il materiale cartaceo che ci viene consegnaro dall'Amministrazione. Appena disponibile lo caricheremo.

domenica 15 novembre 2009

NON SIAMO STATI I SOLI A BIASIMARE L’INIZIATIVA INTRAPRESA DAL SINDACO.



Come i cittadini sanno, all’indomani della presentazione del libro dell’ex brigatista Barbara Balzerani, “Perché io, perché non tu”, il gruppo di Alleanza di Progresso per Aiello ha preso le distanze e si è si è dissociato da quello che è stato maldestramente pubblicizzato come un “evento culturale” dal Sindaco del nostro comune, in occasione dell’Agosto Aiellese, ma che in realtà ha offeso la coscienza morale e civile di quanti credono nella LIBERTA’, nella DEMOCRAZIA e nella CONVIVENZA CIVILE.




I recenti sviluppi della vicenda, balzata agli onori della cronaca nazionale per essere apparsa sulle più importanti testate giornalistiche come IL CORRIERE DELLA SERA, IL RESTO DEL CARLINO e LA NAZIONE, ci danno atto che



NON SIAMO STATI I SOLI A BIASIMARE L’INIZIATIVA INTRAPRESA DAL SINDACO.



Ricordiamo, infatti, che a seguito della presentazione del libro, il movimento locale dell’UDC ha promosso un incontro per DISCUTERE DEGLI ANNI DI PIOMBO DALLA PARTE DELLE VITTIME, portando la testimonianza di Lorenzo Conti, figlio di Lando Conti, ex Sindaco di Firenze, del quale la Balzerani ha RIVENDICATO L’OMICIDIO dal carcere.



A seguito di tale incontro Lorenzo Conti ha presentato un esposto presso la Corte dei Conti contro il Sindaco Iacucci per chiedere ai magistrati contabili SE SIA GIUSTO IMPEGNARE IL DENARO PUBBLICO, proveniente dalle tasse pagate dai cittadini onesti, per l’acquisto(?) di libri “didattici(?)” come quello della Balzerani.




Critiche sono giunte anche da parte di Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia, il quale ribadisce: “BASTA CON GLI ASSASSINI OSPITI IN OCCASIONI PUBBLICHE INVITATI DALLE ISTITUZIONI DI OGNI COLORE POLITICO. SI DIA INVECE SPAZIO ALLE VITTIME OPPURE AI LORO FAMILIARI”.





Al nostro Sindaco rispondiamo che è vero che “comprare libri non è reato”, ma ASSUMERE IL PATROCINIO MORALE ED ECONOMICO della presentazione di un libro la cui autrice ha avuto ruoli di primissimo piano all’interno delle Brigate Rosse, che NON HA RINNEGATO quel passato, in quanto si dichiara SCONFITTA e NON PENTITA, è una SCELTA politica ed amministrativa DEPLOREVOLE e contraria ai principi democratici voluti dai Padri della Costituzione.



Alleanza di Progresso per Aiello, ed il suo gruppo Consiliare, per la propria cultura DEMOCRATICA E LIBERALE, ribadiscono, come allora, di PRENDERE LE DISTANZE E STIGMATIZZARE avventate scelte amministrative del Sindaco Iacucci. La sua linea politica si dimostra ANTIDEMOCRATICA anche su temi particolarmente delicati quali quelli inerenti il drammatico periodo delle Brigate Rosse. Infatti, SOLO OGGI, dopo le contestazioni di Lorenzo Conti e del Coisp, ha espresso il suo pensiero in merito alla vicenda.



Sempre per ricordare la storia, come il Sindaco ci suggerisce, ricordiamo che la Balzerani ha macchiato la propria coscienza umana, morale, civile e religiosa di crimini come: l’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e la rapina di via Prati di Papa a Roma (che costò la vita a due agenti); la partecipazione al sequestro, in via Fani, del Presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro; la pianificazione, in qualità di membro esecutivo delle BR, del sequestro Dozier; condannata a ben TRE ERGASTOLI per l’uccisione di quattro carabinieri a Genova e nonostante tutto NON SI E’ MAI PENTITA O DISSOCIATA.



Ci chiediamo quale esempio possa dare ai giovani una persona che ha vissuto da protagonista (in negativo) quegli anni e che tutt’oggi continua a non pentirsi di quanto ha fatto.

Così come non riusciamo a comprendere in che modo, il romanzo della Balzerani “Perché io perché non tu”,del quale sono stati letti in piazza alcuni brani da parte dell’attrice Cristina Mantis, spettacolarizzando l’evento, possa essere un “efficace deterrente verso quanti, animati da voglia di cambiare, rischiano di sconfinare in azioni violente e negative”, come ha affermato il Primo cittadino: come può funzionare da deterrente un libro scritto da chi non si è pentito dei misfatti compiuti?!?



Diamo atto al Sindaco che è vero che “chi dimentica la storia è condannato a ripeterla”, ma riteniamo che sia più educativo ripercorrere la storia attraverso la testimonianza dei familiari delle vittime, come quella di Lorenzo Conti, che hanno subito i gesti folli degli ex terroristi, rossi o neri che siano, e le cui ferite sono ancora aperte.

Non possiamo, pertanto, che ESPRIMERE, ancora una volta, BIASIMO PER L’INIZIATIVA DEL SINDACO –INIZIATIVA CHE, PERALTRO, E’ GRAVATA SULLE CASSE DEL COMUNE, ed ESPRIMERE LA NOSTRA PIU’ SENTITA VICINANZA AI FAMILIARI DELLE VITTIME CADUTE NEL PERIODO BUIO DEL TERRORISMO SOVVERSIVO IN ITALIA.



Alleanza di Progresso per Aiello ed il suo gruppo consiliare, alla luce degli ultimi sviluppi mediatici della vicenda, si ritiene orgogliosa della battaglia civile, morale e politica combattuta sulla vicenda Balzerani.

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lunedì 12 ottobre 2009

IL PREZZO ALTO DELLA LIBERTÀ E DELLA DEMOCRAZIA.





Oggi, è sempre più evidente il fatto che un dubbio amletico assale le generazioni attuali e, soprattutto, quelle giovanili: quelle più deboli ed indifese. Dubbio che avvolge di torpore ed incertezze non solo la loro vita quotidiana, ma anche il suo significato, la sua essenza morale, ideale e spirituale.


Vero è che, per ciascun individuo, essere protagonista del proprio futuro rispetto al non essere parte attiva del proprio destino, specie in una società beffarda, goliardica e priva di valori come quella attuale; appare sempre di più una discriminante fondamentale. Discriminante, attraverso la quale si decide quale significato dare alla propria esistenza, ai propri valori etici, al concetto di democrazia e libertà. Purtroppo tale discriminante è fortemente condizionata da messaggi esterni e, quindi, da impulsi non propri, personali e soggettivi. Sicché, la volontà di essere se stessi spesso è condizionata da compromessi e rinunce che modellano e marchiano negativamente il comportamento sociale e le relazioni collettive. Verosimilmente tali comportamenti assumono livelli significativi di degrado la dove si circostanziano e manifestano congiunture culturali, economiche e sociali. La dove, in sostanza: la pratica servile, la cultura della riverenza, la politica clientelare e la necessità dei bisogni ha preso il sopravvento rispetto alla cultura del diritto e dell'indipendenza. In sostanza si è realmente liberi se le condizioni sociali liberano l'individuo dal bisogno ed i codici etici della democrazia e del rispetto della dignità del cittadino: costituiscono i capisaldi del governo della cosa pubblica e del territorio. Amaramente si constata che il nostro paese, Aiello Calabro, da anni ha targato il suo sistema politico-culturale ad immagine e somiglianza di un modello regimentato ed a democrazia vigilata.
Un paese dove si respira l'aria pesante del pensiero unico ed interessato, fintamente democratico e conciliante. Pensiero che si impone ed alimenta anche grazie all'indifferenza e cieca rassegnazione dei cittadini. Un paese dove una sorta di deficienza e volgarità intellettuale sta invadendo sempre di più il corpo sociale e si sta insinuando nei piccoli aspetti della vita quotidiana, nel momento in cui il consenso politico si compra a buon prezzo ed attraverso l'uso della pratica clientelare, l'elargizione di favori e promesse il più delle volte a debito e, in ultimo, la dispensa gratuita di lusinghe e sorrisi ingannevoli. E' necessario che, una volta per tutte, l'opinione pubblica si chieda perché accade tutto ciò.



La risposta per molti versi è ovvia ed è da ricondursi, verosimilmente, all'assenza di una classe sociale guida e di una lunga assenza di ricambio generazionale e culturale delle classi dirigenti e di governo politico-amministrativo. Infatti, l'immaginario collettivo ha mostrato costantemente di prediligere la continuità agnostica al governo della cosa pubblica, di condividere l'uso spregiudicato di pratiche egoistiche, l'isolamento e la solitudine nei riguardi dei rapporti sociali collettivi e culturali. Sicché, culturalmente, il paese sembra aver perso il senso comune, il senso del dialogo, della solidarietà, il rispetto delle libera opinione ed espressione di idee. Alleanza di Progresso è estremamente preoccupata di tutto ciò poiché nota che nel nostro paese: al degrado economico e sociale si unisce un degrado molto più importante come è quello dei valori e delle idealità. Questa triste storia collettiva chiama, purtroppo, in causa le istituzioni, il potere politico, l'associazionismo locale e, di traverso, anche il mondo religioso. Per varie ragioni ognuno, per proprio conto, ha abdicato alla doverosa funzione educativa. Questa, colpevolmente piegata e rassegnata ad assolvere, più che mai, una funzione subalterna ed obbediente alle voglie ed alla pratica di governo di parte e fine a se stesa. Non a caso, la democrazia dell'alternanza alla guida amministrativa del paese, ha miseramente lasciato il posto ad una sorta di sultanato egocentrico, retrivo e nichilista sul piano del rispetto delle regole democratiche, che dura da tanti anni. Sultanato che ha prodotto e continua a produrre gravi danni alla crescita morale, etica e culturale del paese stesso nel momento in cui il delirio di onnipotenza di alcuni amministratori ha plagiato le coscienze circa la loro presunzione di infallibilità e la loro presunta e falsa volontà di essere sempre dalla parte della ragione, dei più deboli e bisognosi. Prima che sia troppo tardi, Alleanza di Progresso fa appello alle forze più sane, coraggiose ed avvedute affinché si uniscano per una battaglia di principi e di valori. Battaglia di principi e valori più che mai necessaria affinché si liberi il futuro del nostro paese: dal grigiore culturale, dall'apatia verso la militanza politica, dalla rassegnazione, dalla aprioristica rinuncia ad essere protagonisti e parte attiva del nostro stesso futuro. Con questo appello vogliamo aprire una stagione di grandi battaglie democratiche e libertarie, nell'interesse di tutti e nell'interesse della crescita civile ed ideale della nostra comunità. Chi ci crede ci segua, perché l'orgoglio di essere liberi, forti, determinati e protagonisti della nostra stesso storia: è talmente grande, nobile e ricco di idealità; che nessuno può fermarci. Per questa battaglia di valori e di principi riteniamo necessario coniare uno slogan che sarà il nostro marchio di qualità ed il nostro "refrain" nelle lotte politiche che d'ora in avanti, purtroppo, ci aspettano ovvero: "Uniti per essere liberi e forti". Slogan che ripeteremo sempre ed ovunque, affinché questa triste storia riacquisti il senso alto della democrazia e delle libertà.



Alleanza di Progresso

Aiello Calabro li 01/10/09


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mercoledì 16 settembre 2009

RADIOATTIVITA': Il Sindaco Iacucci nega consiglio straordinario su rifiuti radioattivi


AIELLO CALABRO - "La sensibilità politica e amministrativa verso tematiche di grande attualità e di penetrante impatto sociale non ha diritto di cittadinanza nel comune di Aiello Calabro". È quanto affermano i consiglieri comunali del gruppo di Alleanza di Progresso del consiglio comunale di Aiello Calabro. "Avevamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario e pubblico per affrontare la delicatissima questione della presenza di inquinanti radioattivi nel Comune di Aiello Calabro ed il sindaco, forse ancora animato da sentimenti di ostilità che ha manifestato nella campagna elettorale, appigliandosi a beceri formalismi non ha convocato il consiglio da noi sollecitato. Veniamo ora a conoscenza dell'apprezzabile iniziativa del Sindaco di San Pietro in Amantea che, denotando uno spirito democratico e attento alle problematiche serie che affliggono il nostro territorio, ha fatto quanto l'oscurantista pensiero del Sindaco Aiello ha impedito di realizzare".
Gruppo Consiliare"Alleanza di Progresso per Aiello"

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lunedì 7 settembre 2009

Aiello Calabro. Il paese avvelenato che assurge agli onori della cronaca nazionale


La notizia che il TG1 ha dato, pochi giorni fa, sulla valle dei veleni ubicata nel territorio di Aiello Calabro è una notizia che fa male. Una notizia che consuma e riempie di tante incertezze addirittura la vita quotidiana e tranquilla di una intera collettività. Una notizia che ti trascina inconsapevolmente in una tempesta di pensieri e di paure che spazza via, come un uragano, ogni ipocrisia ed ogni falsa certezza circa le virtuosità ed il buon governo del nostro territorio, circa il rispetto e la difesa delle sue risorse naturali ed ambientali. L'amministrazione comunale (come la stessa opinione pubblica), ha da sempre saputo dell'esistenza dello scandalo della Jolly Rosso spiaggiata sul litorale di Coreca e del suo presunto carico inquinante. Carico sepolto, con molta probabilità, nel fondovalle del fiume Olivo, ma non c'è stata mai chiarezza sulla sua intrinseca gravità per la salute di tanti abitanti e la tutela di un intero comprensorio.
Per tanti anni quel carico della morte, fatto di scorie radioattive e metalli pesanti, ha sfidato e continua ancora oggi a sfidare le istituzioni se è vero che ancora sta li, nascosto, ad aspettare che qualcuno ponga fine al suo potere di seminare malattie e lutti silenziosi che solo in apparenza sembrano casuali ed accidentali.
Nel buio profondo del disinteresse politico-istituzionale e della rassegnazione, oggi, una flebile luce appare all'orizzonte. Luce che ci consente di conoscere, speriamo definitivamente, la storia di un delitto ambientale che simboleggia in tutta la sua gravità, il grado di incultura politica ed amministrativa verso i problemi che attengono la difesa e la tutela delle risorse ambientali. Alleanza di Progresso e tutti i cittadini, si rammaricano solo che ad accendere questa luce non è stata la pubblica amministrazione, il potere politico ed istituzionale locale, come invece doveva essere, ma il Procuratore della repubblica di Paola dott. Bruno Giordano al quale esprimiamo la nostra più riverita gratitudine per il suo coraggio e spirito di servizio che sta dimostrando in questa triste e grave vicenda di mafiosità ambientale, augurandosi che si possa presto giungere alla risoluzione del problema. L'incredulità e le condivisibili preoccupazioni appalesate dal primo cittadino di Aiello Calabro sulla stampa locale ed in televisione, non ripagano tuttavia la collettività da un torto morale e culturale e non redimono le manchevolezze che si celano dietro la non sufficiente vigilanza del territorio che ricade sotto la sua personale giurisdizione amministrativa. Chiedere ad altri " cosa c'è di vero in questa tragica storia" per quanto giusto possa ritenersi, ci appare tuttavia velato da una buona dose di ipocrisia nel momento in cui è lo stesso primo cittadino ad essere il primo tutore della salute pubblica.
Alleanza di progresso è dalla parte di chi vuole vivere in un mondo pulito, dalla parte di chi non accetta che altri decidano il futuro della propria vita in termini di sicurezza e salute.
Per questo invitiamo il Sindaco a convocare, il più presto possibile, un consiglio comunale straordinario aperto alla pubblica discussione al fine di chiarire i dubbi, le incertezze, limitare le paure che il corpo sociale sta circostanziando dopo i giustificati allarmismi mediatici su un problema di grande valenza politica e sociale come è il disastro e l'emergenza ambientale del territorio di Aiello Calabro.
Se ciò non dovesse accadere chi ha in mano il governo del paese si renderebbe correo di un atto irresponsabile che non trova alcuna giustificazione in nessun codice etico e morale.

Alleanza di Progresso

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lunedì 31 agosto 2009

Alcune domande al Sindaco di Aiello Calabro


1. Dica il sindaco se è opportuno ed eticamente corretto che, oltre alla carica di primo cittadino, esso detenga anche le deleghe al Bilancio, Personale, Urbanistica e Lavori pubblici. Dica perché non assegna tali deleghe a consiglieri della sua stessa maggioranza dei quali, a parole, dice di apprezzare le capacità politiche e culturali e che invece, in realtà, relega nei fatti a semplici comparse e figuranti.

2. Esponga pubblicamente il sindaco bilanci, fatture, nomi dei contribuenti volontari e nomi delle maestranze che hanno fornito la manodopera e reso possibile la festa di celebrazione della sua vittoria elettorale e di schieramento. Assicuri la collettività, pubblicamente, che neanche un centesimo abbia gravato sul bilancio comunale per la sua organizzazione (in quanto festa di parte), anche relativamente all’impegno di risorse finanziarie, mezzi, personale comunale e ore di lavoro.

3. Dia conto alla collettività su quali fondi di bilancio gravano le spese dell’agosto aiellese specie quelle riguardanti le conviviali di accoglienza, nonché numero e nomi degli amici di merenda invitati nei frequenti cenacoli serali.

4. Dica il sindaco perché nell’organizzazione degli eventi di “Aiello Summer Festival” la Pro-Loco non ha avuto alcun ruolo attivo. Spieghi le cause e le ragioni che hanno posto in essere il fatto, anche in ragione del necessario spirito di collaborazione che si doveva circostanziare per l’occasione tra comune ed associazione locale di che trattasi.

5. Spieghi e chiarisca alla collettività le ragioni politiche ed amministrative che hanno indotto ad assegnare e promuovere nuovi profili funzionali al personale comunale, appena pochi giorni prima dalle ultime elezioni comunali. Ciò indipendentemente dai meriti soggettivi dei dipendenti comunali omaggiati, verso i quali nutriamo e, continuiamo a nutrire, rispetto e stima non solo personale, ma anche professionale.

6. Dica pubblicamente alla collettività perché pone ostacoli ad Alleanza di Progresso di esercitare il proprio sacrosanto ruolo di controllo e vigilanza degli atti amministrativi, nel momento in cui si ostina a fornire quanto richiesto non prima dei 30 gg previsti dalla legge.

7. Giustifichi alla collettività il suo scarso livello di sensibilità culturale verso i problemi ambientali e verso la salvaguardia delle risorse naturali di cui è ricco il nostro territorio. Ci dica, ad esempio, come mai una risorsa turistica ed ambientale come la montagna versi in una deprecabile situazione di totale abbandono, quasi a simboleggiare il tasso di inettitudine e superficialità che regna nell’azione di governo del territorio.

Come è suo costume, anche questa volta il sindaco riteniamo che non risponderà alle domande che Alleanza di Progresso gli ha rivolto. Ci auguriamo che ciò non accada, nell’interesse della trasparenza e del diritto d’informazione. Crediamo nel fatto che chi governa la cosa pubblica: non può rivestire i panni del peggior sordo per non udire e del peggior muto per non parlare. La politica è altra cosa e non becero e squallido silenzio.

Alleanza di Progresso attende una risposta ringraziando il sindaco anticipatamente.

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mercoledì 19 agosto 2009

Quando un Sindaco ha perso il senso della ragione dimenticando le vittime del terrorismo

Un’altra pagina nera è stata scritta in questo paese, ormai smarrito e sconfortato, l’altra sera in occasione della presentazione del libro “Perché io, perché non tu” della ex terrorista e brigatista rossa Barbara Balzerani. Una pagina, che comunque la si voglia leggere, ha offeso la coscienza morale e civile di quanti credono nella libertà, nella democrazia , nella convivenza civile.Una circostanza che ha ucciso e schernito, per la seconda volta, quanti sono morti senza colpe, in virtù della furia omicida, assassina e nichilista di una minoranza di esaltati che, con la guerra armata e la paura, hanno tentato di sovvertire un ordine democratico negli anni di piombo che il mondo intero e la storia ha biasimato e condannato. Di questi anni di piombo, Barbara Balzerani ne è stata una tragica protagonista, contribuendo con la sua diabolica e censurabile esaltazione, a consegnare alla storia di un paese civile e democratico misfatti che mai si potranno dimenticare e mai si potranno abiurare. Quale giudizio si può dare ad una manifestazione di anacronistica riconciliazione storica e personale, se non quello di una offesa al senso comune, all’onestà culturale e democratica di un intero popolo. Popolo fatto di cittadini onesti che hanno creduto e, fortunatamente, continuano a credere nella democrazia, nei suoi valori etici, morali e costituzionali. È proprio vero che il sonno della ragione crea dei mostri, ed il mostro è apparso in tutta la sua onnipotenza delirante giorno 18/08/09 alle ore 18,30 con il beneplacito consapevole di una folta schiera di timorati di Dio, che ha condiviso il fatto che si consumasse una vergogna etica morale e religiosa. Costoro sanno e, fanno finta di non sapere, che la Balzerani si è macchiata di sangue omicida rivendicando essa stessa dal carcere:
l’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e la rapina di via Prati di Papa a Roma che costò la vita a due agenti; che in via Fani, durante l’assassinio della scorta ed il sequestro di Aldo Moro, fermò il traffico e poi gestì con Mario Moretti il covo prigione di via Gradoli dopo averlo lei stessa individuato e preso in affitto; che è stata condannata a ben tre ergastoli per l’uccisione di quattro carabinieri a Genova; che di questi misfatti assassini non si è mai ravveduta, pentita o dissociata . Ci chiediamo, al di là di luoghi comuni, come si fa a non avvertire un senso di colpa e di vergogna di fronte alla propria coscienza di cristiani e cattolici democratici. Il mondo cattolico locale, la chiesa con il suo magistero riconducibile e principi di pace e di solidarietà non può rimanere muta e sorda rispetto ad un tale misfatto di inaudita gravità anche di natura religiosa. Inoltre, è doveroso ricordare che l’attuale amministrazione è costituita anche da ex Democratici-Cristiani, molto legati, in passato, alla figura di Aldo Moro e che il giorno della presentazione non hanno proferito parola contraria ai tanti sciagurati e atroci pensieri, liberamente professati durante la manifestazione “culturale”. Si è data l’opportunità al carnefice di diventare vittima! Alleanza di Progresso si dissocia convintamene dall’assurda mostruosità di riconciliare la storia ed un personaggio che, ancora oggi, si ostina ad abiurare il passato fatto di morti, di omicidi, di rapine e di atti inconsulti che hanno minato gravemente la democrazia e la convivenza civile del nostro paese. Non si può che essere indignati e lo saremo sempre fino a quando l’incauto nuovo sindaco, i suoi adepti, il mondo cattolico muto, silenzioso e connivente non pongono in essere atti di perdono non solo di fronte alla propria coscienza , ma anche nei confronti della collettività e del popolo democratico.
Costoro devono sapere che il conto con i tanti morti ammazzati in modo vile, si può si saldare con la giustizia legale, ma mai e poi mai: con la coscienza religiosa, cattolica e cristiana.
Chi ha voluto questa iniziativa abbia il coraggio di fare pubblica ammenda di quanto accaduto, perché ha la possibilità di recuperare parte della propria dignità di uomo democratico, di fronte a Dio ed alla propria coscienza .
Comunque, egli, non è certamente degno di rappresentare e parlare in nome di quella parte di collettività aiellese che si rifiuta di essere omologata ed asservita ad interessi che non appartengono al rispetto della morale pubblica.

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